mercoledì, 08 febbraio 2012
Il sogno nell'armadio ...
Ogni giorno mi chiedo se valga la pena sognare. se sia veramente necessario distruggersi fegato, stomaco e interiora varie per inseguire qualcosa che per molto tempo, a volte per sempre, è solo nella nostra testa.
i cantautori, i registi e compagnia bella hanno fondato le loro ricchezze sui sogni, altrui. secondo me woody allen mica voleva fare il regista o l'attore! io lo vedo bene come bidello alle scuole elementari o come bibliotecario, se vogliamo concedergli il beneficio della cultura universitaria.
sembra che tutti parlino di sogni ogni volta che incontrano un amico. chissà perché, allora, il detto dice, non raccontare un sogno altrimenti non si realizza. o la saggezza popolare è un presa per il culo, o, come succede nel gioco "il telefono senza fili", c'è stato del rumore dalla prima all'ultima versione del detto.
personalmente, il sogno che ho nell'armadio, so che di solito si tiene nel cassetto, ma il mio non ci stava, è troppo grande, mi ha dato più dolori che gioie. un po' come le donne bellissime che accettano un invito a cena, ma poi hanno un maledettissimo mal di testa e le devi riportare a casa avendo consumato solo uno scontrino molto lungo di cibo!
il mio sogno mi gioca brutti scherzi. mi butta nell'inferno della depressione, della tristezza, della solitudine e, il giorno dopo, mi catapulta al settimo cielo. quando ero bambino, leggevo i fumetti di Tiramolla, ma non ricordo episodio così "elastico" come quelli che mi fa vivere giorno dopo giorno il mio sogno.
mi piacerebbe vivere in una modalità pseudostandard, con una lineare e preordinata successione di alti e bassi, che non scombussolino troppo umore, attività cerebrale e regolarità intestinale. a dire il vero, questa mi sembra più la descrizione di un matrimonio decennale che di un sogno..
tornando alla domanda se valga la pena sognare, io, nonostante i periodi terribili passati, ritengo che la risposta sia categoricamente SI!
sognare non è un verbo da utilizzare a cazzo come fanno molti, ma va centellinato. bisogna andare oltre all'aspetto superficiale di quello che nominiamo sogno.
le donne sognano il matrimonio, così dicono. per me no, le donne vedono nell'abito bianco, nella cerimonia in pompa magna e nei sorrisi dei parenti, il sogno di vivere la loro vita nella pienezza dell'amore. ergo, il matrimonio è la facciata, la locandina, il flyer dell'amore!
stessa cosa vale per me: io parlo di discoteche, di radio, di consolle, di programmi vari, ma il vero sogno è quello di poter vivere la mia passione nelle sue mille sfaccettature. quando registro un programma radio, non sogno, ma regalo passione ed entusiasmo a chi mi ascolta. quando metto due dischi in sequenza, non realizzo un'equazione matematica che si definisce mixaggio, regalo una parte del mio cuore a chi ho davanti.
la mia risposta, oltre ad essere un si categorico è una convinzione di vita. sognare permette di vivere.
10:36
Scritto da: toolovely
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Luna
Non ero ancora uscito dal cancello di casa quando mi sono accorto che nel cielo buio delle 6.30 dominava la terra una splendida luna piena.
Se ne stava lì, sopra i campi e le case, a guardare il risveglio della gente che va a lavorare e non ha la forza di alzare gli occhi per guardare un po' più in su della luce del semaforo.
io, non perchè fossi più sveglio di altri, l'ho notata subito. sarà stata l'abitudine di guardare il cielo per capire che giornata sarà, o semplicemente il fatto che ho una piccola salita da fare per uscire dal cancello e, pur tenendo lo sguardo dritto davanti a me, dirigo gli occhi verso l'alto.
ammaliato da questa incantevole luna ho proseguito il cammino verso l'ufficio. non riuscivo a staccare gli occhi da quella forma quasi perfetta, da quella luce intensa e calda anche nel gelo del mattino.
ho provato a fotografarla, ma il riflesso del cruscotto sul finestrino mi ha impedito di renderle giustizia.
mi sono reso conto, dopo essere arrivato in zona ufficio e aver parcheggiato l'auto, che non ho ascoltato nemmeno una parola detta dalla radio talmente mi ha rapito la visione della luna.
per raggiungere la mia scrivania devo camminare un paio di minuti. il piccolo tragitto a piedi l'ho percorso tenendo come punto di riferimento quella palla gialla nel cielo.
come spesso mi accade, quando cammino, quando guido, quando corro, penso. stamane ho pensato che la luna non fosse in cielo per caso.
veniamo da giorni in cui il sole ha nascosto il suo viso dietro le nuvole e ceduto il passo alla neve. giornate nelle quali l'unica luce incrociata è stata quella dei fari delle auto e dei lampioni.
beh, dopo queste giornate tristi, cosa succede? che la luna esce in tutto il suo splendore!
questa contrapposizione di cieli, mi ha fatto riflettere e ha attivato in me un meccanismo di ottimismo che da qualche settimana latita.
ho pensato che la luna, oggi, è venuta a risvegliare il mio animo da sognatore. è venuta a sciogliere il gelo che nell'ultimo periodo ha ghiacciato le narici del fanciullino che c'è in me.
passeggiando pensieroso tra gente sconosciuta resa anonima da sciarpe e cappucci, ho sentito il calore dell'ottimismo e percepito il messaggio della luna: potranno esserci giornate brutte, nevose, tristi, anche catastrofiche volendo, ma il sole e la luna, non smetteranno mai di esistere.
interpreto il sole e la luna come se fossero i miei sogni e le giornate di sconforto come la neve che ancora ricopre i marciapiedi e le aiuole.
nella vita gli imprevisti sono dietro l'angolo e le sfortune accadono sempre, ma i sogni, quelli veri, forti, che spaccano il cuore, non svaniranno mai. nemmeno sotto una coltre gelida di pessimismo e delusione.
giovedì, 26 gennaio 2012
Consapevolezza del nulla
mi piace pensare che un giorno tutto si illuminerà di una luce brillante e quello che fino al quel momento mi sarà parso scuro e opaco si trasformerà in una scintilla di luce e colori.
viviamo nel caos e nella totale consapevolezza del nulla. ci buttiamo a capofitto in imprese che non ci interessano. sfidiamo noi stessi al gioco della vanità e dell'egoismo, e riusciamo anche a meravigliarci se vinciamo!!
siamo ridicoli davanti allo specchio. ci guardiamo fuori e vogliamo apparire perfetti. ma non ci guardiamo mai dentro. ci sentiamo grandi, maturi e responsabili, ma forse siamo solo grandi nella testa.
scarichiamo sugli altri il peso dei nostri errori, sperando si accollino anche il rimorso. il piatto della nostra bilancia pende dalla parte dei ricordi nostalgici solo perché quello delle
speranze per il futuro è vuoto.
odiamo il silenzio e vogliamo il rumore per coprire il bisbiglio del cuore. convinciamo gli altri di cose alle quali nemmeno noi crediamo!
facciamo fatica a dire ciao, ma pretendiamo lughe spiegazioni e discorsi dai nostri interlocutori.
siamo fortunati e non ce ne rendiamo nemmeno conto.
10:02
Scritto da: toolovely
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