mercoledì, 29 giugno 2011
Un disco nella testa
E' una sensazione strana, pesante, opprimente. uno stato d'animo che ti assale di colpo, che arriva senza preavviso e senza motivo, giusto per il gusto di rovinarti un po' la giornata.
non chiedetemi perché, ma mi sono svegliato con un disco nella testa e questa cosa l'ho considerata subito come un indizio per capire come sarebbe stata la mia giornata. il disco in questione è shade of jae di moodymann. un pezzo della storia house, brano strasuonato e straballato nei club più in del mondo. descrivere il disco è come descrivere la sensazione che sento all'altezza del petto.
l'assenza di basso creata da moodymann, l'effetto piatto e pedante del groove, l'hook vocale messo a ripetizione costante assomigliano al macigno di insoddisfazione che ho addosso.
sento che questa giornata non partirà mai, che rimarrà costante su note basse e poco adatte a rendermi felice. nonostante ieri sia stata una giornata positiva, oggi è uno di quei giorni in cui litigherei anche col cuscino!
ho provato a buttarmi nelle orecchie l'ultima registrazione di un dj che adoro, eppure, moodymann è sempre lì col suo shade of jae esasperato che non parte nemmeno a calci nel culo!
neanche la voce di miss patty cancella questo malessere emotivo che pervade il corpo e spacca il cervello.
ah che sensazione del cavolo..
proverei a vomitare per vedere di espellere il malloppo, ma penso che a nulla servirebbe rischiare di ledere le corde vocali..
ce l'ho qui, appena sotto la gola, leggermente sopra lo sterno, in quella terra di nessuno che tanto bene accoglie i fastidi emotivi.
spero in un colpo di cassa che sposti il malessere da qualche altra parte, o nello stomaco per essere digerito o in bocca per essere sputato. attendo, come un dj attende il break per mixare e cambiare disco..
11:26 Scritto da: toolovely in Emozioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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lunedì, 06 giugno 2011
Sapore ... di mare
Partire, solo questo sentiva di dover fare. Per se stessa e per dare finalmente quella svolta, tanto silenziosamente bramata, alla sua vita.
Così un giorno senza pensarci troppo chiamò l’albergo dove fino all’anno precedente soggiornava con lui, per prenotare una stanza. In quel posto così ben conosciuto avrebbe riassaporato gli stessi sapori, annusato gli identici profumi nella totale libertà d’interpretazione. Lontana da ogni potere di condizionamento che stupidamente aveva sempre dato nelle mani di chi l’aveva abbandonata a 2 mesi dal matrimonio.
Tutto era pronto. Un saluto appena accennato ai genitori, preoccupati per lei, ma coscienti che quella vacanza in solitudine l’avrebbe forse fatta tornare sorridente.
In treno mille domande ed una certezza : ripartire da zero.
Mentre il sole che nasceva le illuminava il viso e riscaldava quella fresca mattina di giugno, lei sorrideva.
Giunta alla stazione, il marito di Serena, nuova proprietaria dell’albergo, era in macchina ad attenderla. Dopo le presentazioni sentiva quegli occhi color cioccolato attraversarle i vestiti. Era una piacevole sensazione. E mentre Matteo parlava del tempo, del mare e delle feste organizzate in settimana, Cris già si vedeva nel sottoscala con lui.
Arrivati in albergo, chiese che fine avessero fatto i vecchi proprietari : ricordava il figlio 30enne che di sera lavorava nella sala bar. Gentile Serena compose un numero di telefono e le passò Massimo : “Ehi sono la bresciana che per anni hai sopportato nelle lunghe notti estive”
“Che piacere sentirti! E il tuo ragazzo?”
“Sono sola, non stiamo più insieme”
“Allora posso passare a prenderti una sera?”
“Sai dove trovarmi”
Il primo giorno lo passò a disfare la valigia e a scrivere le sue sensazioni su di un quaderno.
All’ora dell’aperitivo scese e attese che qualcuno venisse a darle da bere al bancone del bar. Matteo non si fece attendere a lungo ed iniziarono un piacevole conversazione : lui faceva domande a raffica per conoscerla meglio, lei rispondeva a volte diretta altre misteriosa per ammaliarlo.
“Cosa pensi di fare tutta sola in vacanza?”
“Godermela!”
“E’ una sorta di liberazione dopo 6 anni di fedeltà?”
“Chi ti ha detto che sono contraria al tradimento?”
I loro sguardi non lasciavano niente all’immaginazione.
Dopo cena Cris decise di farsi un giro per il tranquillo paese in cerca di qualche angolo da fotografare. Sapeva che più tardi sarebbe rientrata, meno gente avrebbe potuto disturbare l’opera di conquista iniziata qualche ora prima.
Tornata in albergo trovò quattro signori di mezza età seduti a giocare a carte e Matteo che puliva la sala bar. Andò da lui e si accomodò :
“Quando lavori non bevi?”
“No, quando sono andati via tutti un goccio me lo faccio. I nonnini sono all’ultima mano”
“Nell’attesa bevo io, grazie”
Parlarono della giornata trascorsa e più lui raccontava, più Cris sognava di baciare quella bocca carnosa. Lui si fece più vicino, il bancone li divideva, ma le frasi erano sempre più lente ed i respiri sempre più affannosi. Per qualche attimo il silenzio, occhi negli occhi, un sorriso, Cris stava portando il bicchiere alla bocca, ma, quasi fosse una gara, Matteo in pochi istanti le rubò un bacio a labbra dischiuse. Lei si stacco dolcemente, bevve l’ultimo sorso di crema whisky e ridendo andò verso l’ascensore che l’avrebbe portata in camera. Poco prima dell’ultimo passo si voltò, lui era ancora nella stessa posizione imbambolato : “Sogni d’oro” gli disse. E sparì.
La mattina successiva andò in spiaggia ma nessuno in particolare la colpì. Pranzò e tornò in riva al mare solo a metà pomeriggio dopo aver sonnecchiato. Rientrando per l’aperitivo trovò Matteo al solito posto, gli si avvicinò per sussurrargli “Ho sempre pensato che i barman abbiano un gran fascino” …
Serena arrivò da lontano sorridendo “Cris ha chiamato Massimo, dice che per le 21 passa a prenderti” Nella sua mente già nascevano pensieri proibiti.
C’era tutto il tempo per prepararsi con cura : una doccia con bagnoschiuma profumato, capelli lisci sciolti lungo la schiena, una velo di trucco con punti luce strategici e una spruzzata di fresco profumo nell’incavo del seno. Decise per un intimo di pizzo nero risolutivo ma per niente aggressivo. Una gonna leggera di media lunghezza color sabbia, un top scollato ad abbracciarle ogni curva e a far pendant con la lingerie, sandali minimal tacco 12. Era pronta. Scese, cenò e mentre stava per uscire dall’albergo, il suo cavaliere puntuale arrivò.
Le aprì la portiera e sfiorandole la guancia con un bacio le confidò “Non ti ricordavo così bella!”. Mentre Cris saliva in auto, maliziosamente salutò con la mano Matteo che la guardava serio.
“Dove preferisci andare?”
“Mi fido di te o faccio male?”
“Potrai dirlo solo quando e se ti riporto in albergo”
Già sentiva il gustoso sapore di quanto sarebbe accaduto quella notte.
La portò in centro dove locali alla moda si sprecavano. Passarono il tempo a raccontarsi sorridendo le loro storie finite male e confidarsi la stessa voglia di cambiare vita, davanti ad incalcolabili bicchieri di alcol, fino a che si resero conto di esser tanto vicini da sfiorarsi. Lui non perse tempo : le accarezzò il mento, l’attirò dolcemente verso sé e la baciò prima incerto, poi più deciso forse per sentirsi dire : “Portami via. Adesso!”.
In pochi minuti si ritrovarono in una casa a lei sconosciuta. Ancora in piedi, baci sempre più infuocati mentre le loro mani facevano brevi soste in zone che avrebbero esplorato con attenzione più tardi. Massimo la portò in camera, la distese lievemente sul letto carezzandole i fianchi, baciandola avidamente sul collo per poi scendere, spogliarla ed assaporare il suo seno. Cris lo lasciava fare, godendo ad occhi chiusi di ogni brivido. Sfiorando curva dopo curva un corpo per tanti anni desiderato, senza alcuna indecisione le sfilò la gonna, sentì i muscoli di quelle dolci gambe irrigidirsi leggermente per poi accettare una carezza, un bacio e l’inequivocabile ricerca di un luogo caldo e seminascosto sotto il pizzo nero. Diede un’occhiata furtiva al viso di lei per godere anche solo dei suoi occhi socchiusi, delle labbra continuamente bagnate, di quell’espressione per lui tanto eccitante, poi continuò il suo viaggio alla ricerca di felicità da donarle e sapori da gustare, lento cammino che lo fece arrivare alla meta tanto attesa tra gemiti, sospiri e battiti insistenti del suo stesso cuore. Scostò quasi impercettibilmente l’ultima barriera e mentre la sua lingua si faceva strada, Cris inarcò la schiena già pronta per accoglierlo. Ci mise poco a farglielo capire : gli prese con decisione il viso, le loro lingue aggrovigliate in una danza sempre più veloce, lo fece sdraiare supino e gli si mise a cavalcioni, la sua bocca percorse ogni centimetro del suo collo, del suo torso fino alla cintura, senza fermarsi lo spogliò celermente e avida assaporò il tanto desiderato oggetto del suo desiderio. Non potevano attendere oltre, entrambi smaniosi di arrivare al piacere, con sguardo complice diedero vita ad un impetuoso amplesso.
Averla addosso così sicura nell’imporre il tempo, gli intervalli, lo faceva impazzire.
Sentirlo così remissivo e docile le dava una sensazione di potere mai provato.
Attimi intensi, piacevolmente prolungati, colmi d’estasi, fino al dilagare dell’appagamento comune.
Scese dalla macchina con la promessa di rivederlo presto, entrò nell’albergo poco illuminato aprendo la porta con la chiave lasciatole da Serena.
Nessun rumore, nessuna luce, eppure Matteo doveva essere sveglio per il servizio notturno … Si avviò verso l’ascensore. Sentì dei passi lievi giungere dal sottoscala.
“Stanca?”
“Oh Matteo ti pensavo addormentato”
“In realtà finché non torna l’ultimo cliente non vado a dormire”
“E quindi teoricamente hai finito di lavorare, puoi bere…”
“Direi di si”
“Io però ho bevuto anche troppo stasera, penso che andrò a dormire”
Stavolta non l’avrebbe lasciata scappare tanto facilmente. La baciò d’istinto, forte quasi a farle male la trascinò, senza staccarsi dalle sue labbra, sulla scala li vicino, la fece sedere sul secondo gradino, le aprì le gambe e le si inginocchiò davanti. Cris lanciò indietro la testa ridendo in attesa di un ultimo momento di piacere prima della lunga notte di sonno. Matteo infilò una mano sotto gli slip per sentire quel che già sapeva : lei lo voleva, non c’erano dubbi. Con fare superbo entrò in lei per strapparle un gemito e per provare insieme pulsioni di puro stordimento.
17:29 Scritto da: toolovely in Emozioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: vacanza, stordimento, io, notti estive, fedeltà, tradimento, passione, estasi, piacere | OKNOtizie |
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