Giu 20, 2017 - blog life, Dubbi, Emozioni, sfoghi    No Comments

Perché non vivi anziché pensare a morire?

Perché vivere con la paura di morire o amare con la paura di perdere?

Capisco il timore, ma non possiamo passare il nostro tempo a pensare al dopo perdendo il durante!
La vita è imprevedibile, le persone anche di più, quindi che senso ha cercare sempre di prevedere senza accogliere il futuro così come si presenterà?

Ok, siamo esseri pensanti e dobbiamo sempre avere qualcosa che ci frulla nella testa, ma questo ci limita nella spontaneità, nelle emozioni, nelle sensazioni.. Non ci permette di vivere al 100% ogni singolo attimo con noi stessi o con le altre persone.

Amiamo progettando il futuro, facendo costantemente un film di cosa sarà la nostra relazione, di quali saranno gli step che ci porteranno alla vecchiaia, senza tenere conto che tutto potrebbe finire da un momento all’altro per qualsiasi motivo.
Perdiamo il nostro miglior tempo ogni giorno a preventivare, simulare, immaginare.. Che palle!

Va bene avere degli obiettivi e dei traguardi, tuttavia pensare troppo a lungo termine logora e sfianca.
Non dico di vivere alla giornata come i cani, almeno concediamoci il lusso di attendere e vedere come gira la ruota, cosa ci riservano la vita e le persone.

Parliamo sempre con l’intenzione di ottenere qualcosa, perdendo il gusto del conversare.
Scriviamo messaggi per abitudine scadenzata o infonews e non per affetto o voglia di sentire.
Chiamiamo perché dobbiamo avvisare o per avere risposte, programmare o impartire disposizioni.

Viviamo male, viviamo costretti a routine e scadenze anche negli affetti e nella famiglia. Non distinguiamo l’attitude da lavoro da quella da vita privata. Siamo sempre pronti a scattare come se fossimo seduti alla scrivania e non rilassati in un qualsiasi posto del mondo.

Perché ci comportiamo in questo modo se tutto potrebbe finire adesso?

Giu 5, 2017 - blog life, Dubbi, Emozioni, sfoghi    No Comments

Cosa sarà?!

Vedo sempre più spesso situazioni che mi fanno riflettere su me e la mia relazione.
Possono essere due ragazzi che litigano, due sposi che festeggiano, single che escono a caccia della preda del giorno o, semplicemente, la mia immagine allo specchio.

Mi ritrovo a pensare a cosa sarebbe la mia vita se non avessi la relazione che ho, a cosa potrei fare e a cosa farei se.
Non nascondo che talvolta la fantasia naviga con un senso di leggerezza che un po’ mi spaventa.
Sono sempre stato restio all’amore, alla fedeltà, alle relazioni che pian piano si fanno serie e diventano convivenza, progetti, futuro.. Oggi, dopo quasi cinque anni, vacillo tra la necessità di prendere una decisione seria e la voglia di scappare per tornare ad essere solo me stesso con tutti i pro e i contro del caso.
Sono successe tante cose in questi anni, molte inaspettate e impreviste, altre volute e desiderate.

Adesso che la situazione è diventata seria, sento di dover riprendere in mano tutto, di analizzare punto per punto il mio essere uomo e capire, anche a scapito dell’altra persona, cosa voglio fare di me stesso.

Sento il peso di ciò che non sono più e mi manca, anche se la persona che sono diventato negli ultimi anni per certi aspetti mi garba molto. Ho paura di sopperire sotto le esigenze della mia partner e delle consuetudini di coppia.
Vorrei scappare per un piccolo periodo e capire cosa voglio veramente. Cercare una risposta precisa alle domande che attanagliano il mio umore e non mi permettono di vivere spensierato.

Sto dedicando sempre più tempo alle mie passioni, ne sto aggiungendo addirittura altre, ma questo non mi dà comunque tregua. Ho bisogno di me stesso, nella peggiore accezione possibile!

 

Gen 28, 2015 - Emozioni    No Comments

Voglio tu sappia …

… che il tuo primo bacio mi ha spiazzata, ma mi ha anche piacevolmente emozionata perché pareva non avessi baciato in quel modo nessun altro nella mia vita …

… che da quel giorno in poi i giorni senza te mi hanno fatto sentire vuota, ma mi hanno anche riempita di soddisfazione per l’averti ritrovato …

… che ogni nostro incontro successivo ha saputo farmi innervosire, per piccole o grandi sciocchezze, ma mi ha anche ricordato che non conosceremo mai fino in fondo i pensieri di nessun altro perché ognuno di noi troppo spesso li nasconde nel profondo …

… che con il tuo partecipare all’ultima notte dell’anno con me sei riuscito a farmi agitare perché pareva incomprensibilmente surreale, ma mi hai anche spronato ad esser più positiva verso il futuro …

Voglio tu sappia che il tuo sfiorarmi piano, a casa tua, non mi ha per nulla sorpresa perché c’era un disegno ben definito ed io lo sapevo, lo sentivo … voglio tu sappia che non ho avuto timore di nulla, per tutta la sera, né di sembrarti troppo coinvolta o desiderosa di te, né di sentirmi così libera … nessun imbarazzo quando le tue mani carezzavano senza interruzione il mio corpo, che per troppo tempo, negli anni, ho cercato di nascondere anche solo mentalmente … nessun pudore per la tua bocca che mi cercava in continuazione con dolcezza prima e con intensità poi … nessun freno per qualsiasi cosa sarebbe arrivata da te, da me, da noi.

… ma soprattutto che ho saputo darti istintivamente solo il meglio di me …

Gen 27, 2015 - Emozioni    No Comments

Il piacere della scoperta …

E’ così ogni volta che incontri intimamente qualcuno per la prima volta : ogni prima volta ha l’emozione dell’attesa a far la differenza perché sai che scoprirai qualcosa di te, dell’altro, perché ti doni, regali piccole parti di te a chi ha il piacere di accoglierti. Ed allora mentre ti prepari a quell’incontro è una rincorsa al tempo, a cosa dirai, cosa farai, come ti muoverai, quali e quanti sorrisi farai, ma ancora prima è una preparazione all’evento : l’abito, le scarpe, l’intimo, il trucco, tutto può fare davvero la differenza e non per chi ti incontrerà, ma per te stessa perché sei la prima persona a cui devi piacere. Se sei fedele a te stessa non puoi sbagliare.

Poi arrivi a casa sua, senti la voce allegra, lo vedi, ti abbraccia, ti bacia lieve sulla guancia e tu già sai che niente potrà andare storto, che il vostro essere sinceri nei gesti e nelle parole, farà da cornice ad una memorabile serata. I sorrisi ci sono, le confidenze anche, i suoi sguardi accesi per ogni tua parola, la condivisione di passioni comuni e la spontaneità che troneggia su ogni piccolo momento, anche quando decide di baciarti sulle labbra e tu a metà fra il divertito e l’imbarazzato, gli chiedi “perché mi baci?”, la sua risposta non può che essere la più banale “perché mi va”. Non c’è nulla di più bello di quella semplicità disarmante.

Le sue mani che scorrono sulla tua schiena, sui tuoi fianchi, l’intensità dei suoi baci che aumenta insieme al vostro respiro, l’attesa sta per finire : senti che ora puoi donarti a lui, perché vibri dentro e fuori, perché vuoi lui, ora, senza pensare a ieri, a domani. Vuoi lasciarti condurre dal piacere della scoperta di un NOI che si compie. E la tua mente fa giri strani : va a recuperare dal passato gesti conosciuti che finalmente puoi forgiare con lui, ma nuota nel presente per desideri mai avverati prima e che ora puoi realizzare. Ed alcuni piccoli gesti è come se li leggesse nel tuo pensiero, come se tu fossi un libro aperto, come se lui sapesse già cosa brami di più : incontro di dita che nessuno può slegare, sguardi complici che nessuno può interrompere. E’ un crescendo generoso di dare e avere, donare e ricevere. E’ un eterno abbraccio indissolubile.

E’ il respiro di anime che si sfiorano e riconoscendosi si fondono per fare di due corpi una sola materia, senza sosta.

Gen 26, 2015 - Emozioni    No Comments

Immagini

Immagini che restano dentro noi per sempre, da sempre. Ricordi sfuocati, ma reali, quasi tangibili, sono quelli di un’infanzia felice seppur già tormenta da sentimenti burrascosi. Profumi che chiudendo gli occhi puoi risentire e rivivere sorridendo perché spensierati. Ed è quello che succede a me ogni volta che ripenso a quando a 9 anni andai in colonia al mare, a Cesenatico. Incontrai lui, il mio primo amorino tormentato. Spavaldo, con un bel caratterino da “capetto”, due occhi sorridenti, vispi, accesi da un fuoco che nasceva da chissà dove. Me ne sono innamorata subito, non poteva che essere così. Eppure lui manco mi vedeva, anzi forse un po’ se ne accorgeva… eccerto che lo sapeva, come no? Mi trattava come fossi la sua schiavetta, per farmi pagare cosa poi, non l’ho mai capito. Sappiamo tutti come funzionano queste cose no? Uno rincorre e l’altro fugge. E forse proprio per questo io quel ricordo l’ho tenuto dentro me per tutti questi anni : la mia prima delusione d’amore. A 9 anni. E nel tempo poi, ogni volta che ho sentito la frase “il primo amore non si scorda mai” ho pensato a lui. Più visto, più sentito, perso per sempre, credevo. 29 anni dopo, complice Facebook, l’ho cercato, certo non era la prima volta, ma l’ho cercato con più convinzione, certa che lui si sarebbe ricordato, sicura che l’avrei ritrovato. Io ricordavo tutto : nome, cognome, paese, viso … ed occhi, sì quelli non li ho mai scordati davvero. Navigando qua e là m’imbatto nella foto di un ragazzo che suona la chitarra e mi dico “E’ lui! Ma … impossibile! Ha anche la passione per la musica! Come me!”, stavolta la spavalda dovevo essere io : un messaggio privato per presentarmi e chiedergli se era mai stato alla Stella Marina, a Cesenatico. Non ha risposto subito, ed allora la mia mente ha iniziato a chiedersi che vita stava facendo : poteva essere sposato, chissà dove abitava ora, chissà se ricordava, chissà se avrebbe voluto incontrarmi per un caffè … poi finalmente la sua risposta mi ha sorpreso : ricordava benissimo la colonia, ma non me, eppure voleva sentirmi. La telefonata, divertente ed emozionante, è stata poi seguita da messaggi e poi da un incontro concluso con un bacio, che forse ho sempre desiderato, poi un altro incontro dove, dopo aver sentito della buona musica, era inevitabile che scattasse la voglia di un bacio, delle sue mani, un altro bacio e ancora le sue mani, eppure sembrava tutto così facile, tutto così scontato. Nonostante la sua insistenza e nonostante il mio corpo dicesse l’opposto della mia voce, dopo 2 ore di interminabili sì e no, me ne sono andata. Mi sentivo come avessi fatto una cazzata, di quelle grandi, non per aver detto no, ma per avergli permesso di iniziare quel tira e molla. Era come se tutti i miei sforzi per ritrovarlo fossero svaniti in un secondo. Delusa sì, ma non per molto. Io credo nel destino, credo che spesso ciò che vogliamo arriva quando meno ce lo aspettiamo. Dopo qualche mese ci siamo rivisti e dopo altri giorni ha deciso di passare anche l’ultimo dell’anno con me. Probabilmente non è stata la serata che mi aspettavo, ma con lui vicino io sentivo che tutto il peggio di quell’anno sarebbe rimasto imprigionato lì, mentre il nuovo anno non poteva che regalarmi anche un nuovo inizio. Così è stato : poco meno di un mese dopo, ha deciso di invitarmi a cena a casa sua, in fondo sapevamo entrambi come sarebbe andata, forse lo volevamo da tempo, forse invece solo poche ore prima ad entrambi è nata l’idea di cosa avremmo fatto, poco importa perché in ogni caso è stato tutto naturale, come fosse l’unica cosa da fare, come se ci conoscessimo davvero da sempre, da quasi 30 anni. Ed ora ciò che resta nella mia mente sono nuove emozionanti immagini.

Ago 16, 2013 - Dubbi, Emozioni    No Comments

Di cosa avete paura?

Ieri al telefono con il grande amore della mia vita (storia comunque finita da millenni) mentre cercavo di convincerlo a passare da me per un caffè, mi è sfuggita la frase “Quasi quarantenne e ancora in attesa di un uomo, di cosa avete paura?” … ci ho pensato per tutta la sera. Prima di tutto perché mai avrei pensato di poter esser tanto diretta con qualcuno che non fosse il mio amico del cuore, ed in secondo luogo perché forse non era lui a cui dovevo dirlo.

Da qualche settimana messaggio con un uomo, si solo messaggi (e, ad oggi, due chiamate). Niente cene, nessuna uscita, nemmeno un aperitivo. Messaggiamo. Mi scrive quando si sveglia, quando sta per andare a dormire, quando durante il giorno vuol farmi ridere, o chiedermi cosa sto facendo, o per commentare i miei post di facebook in privato. 

E’ vicino alla 50ina, single, così pare, con una storia passata di cui so poco e niente, è gentile, educato, fatto di valori, l’uomo che tutte noi vorremmo, ed io lo voglio! Per me! Ora! Lui non si capisce invece cosa voglia. L’inizio è stato lieve, ci conosciamo da anni per motivi professionali e non abbiamo mai avuto modo di parlare di noi, una sera l’abbiamo fatto : cibo, letture, musica, tutto via sms. Per vederlo  però mi sono decisa a passare da casa sua, sì nella tana del lupo, era già tardi, le 23 circa, ci sono rimasta fino alle 3 del mattino! Eh ma per fare cosa? Parlare. Parlare. Parlare. Nulla più. Nemmeno un bacio. Niente. L’avrei voluto, e lui anche. Ma è timido. Così dice e così si dimostra.

Mi sembra, per la prima volta in vita mia, di dover fare sempre il primo passo, che secondo i miei canoni, dovrebbe fare l’uomo : sono una donna d’altri tempi ed ho bisogno di esser conquistata per dare il meglio di me, lui mostra interesse per ogni mia iniziativa, ma aspetta che sia sempre io a farlo.

Sento spesso dire che l’uomo gradisce l’iniziativa femminile, alcuni invece dicono che le donne sono diventate troppo maschili. Qual è la verità? Ma soprattutto, cos’è che vuole lui esattamente? Io mi adatto facilmente, ma, come in tutte le cose, devo sapere in che direzione muovermi !! Mi serve una bussola !!!!!!!!!!

Mar 4, 2013 - blog life, Emozioni, opinioni    No Comments

Sotto mentite spoglie..

Oggi ho voglia di scrivere, potrei scrivere di qualsiasi cosa, sento di essere ispirato!
Potrei fare un breve quiz su facebook, e ottenere qualche suggerimento ma non mi va di influenzare la testa con spunti non personali.

Qualche mese fa scrivevo molto. Frasi, testi, post per il blog. Ora invece non lo faccio quasi più. Forse perchè essendo un lato di me che pochi conoscono e trovandomi in un periodo di forte limpidezza nei confronti di una persona, mi sembra di compiere un gesto scorretto verso chi merita e chiede sincerità.
mi dispiacerebbe scrivere di amore e passione citando una persona che sarà sempre all’oscuro di tutto o, magari, cosa peggiore, riferendomi a persone diverse dal soggetto che amo e rispetto ogni giorno.

Eppure oggi, non ho voglia di essere cristallino e puro, mi va di trasgredire al patto di non bugiardaggine!

Ho accumulato così tanti pensieri che, esprimerli in un unico post, mi sembra folle.. anche ora che sto cercando di impostare il testo vengo assalito da ulteriori argomenti che sentono il bisogno di essere partoriti.
l’amore può far male alla creatività? me lo chiedo proprio oggi che sto leggendo Il ritratto di Dorian Gray.
è una lettura che ho sempre rimandato, limitandomi a spiluccare qualche frase qua e là, senza mai dedicare l’attenzione all’opera completa. Ora però, sento che è arrivato il momento di fare i conti con un’opera che potrebbe segnarmi molto.

mi chiedo se l’amore possa far male alla creatività così come mi chiedo se il non amore posso nuocervi.
ho passato alcuni momenti della mia vita artistica ad attribuire meriti o demeriti a persone diverse dal sottoscritto, pensando potesse esserci in esse una sorta di aura amuletica (rende l’idea, ma magari non la lingua italiana) in grado di influenzare l’andamento del mio percorso artistico.
probabilmente tutto deriva dall’incapacità di godere dei meriti e dalla non voglia di assaporare le sconfitte da solo.
se ripenso all’anno scorso, la mente mi riconduce a una condizione personale decisamente opposta a quella attuale, eppure, forse, non meno felice e artisticamente interessante e proficua.
la rinomata solitudine mista sregolatezza dell’artista mi aiutava a essere creativo, a regalare la mia essenza al pubblico, senza distinzione di vicinanza, affetto o simpatia. oggi, invece, mi sento obbligato a reprimere l’interesse per il pubblico per soddisfare le esigenze della persona che merita le mie attenzioni.

posso essere un artista fidanzato e contemporaneamente un fidanzato artista?

è possibile fare del pensiero artistico particolare, un pensiero artistico universale?

In storia dell’arte a scuola mi hanno insegnato che esistevano donne in grado di ispirare la vena eclettica degli artisti, le cosiddette muse. Anche io ho avuto una musa molto importante e influente, ma ora che l’ho persa e che cerco di sostituire con la donna che amo, mi scontro con il pensiero di un’amata che non vuole essere musa.
questa situazione ostacola l’esercizio della mia arte, limita il mio potenziale e suscita un sentimento di incapacità dovuto all’incomprensione.

mi manca la complicità con la mia musa, la possibilità di creare e sapere di essere criticato o compiaciuto con sincerità e cognizione di causa. mi mancano la condivisione e il commento asettico, matematico, lontano da logiche personali.
l’amata-musa possiede il giudizio criticosentimentale, la musa solo quello critico!

probabilmente tornerò a essere un artista di contrabbando, lasciando al pubblico le mie idee e celando la mia identità sotto panni che non verranno mai svestiti..

Nov 8, 2012 - Emozioni    No Comments

Sesso mentale

 

Non riesco a sopportare questo silenzio, mi succede a giorni alterni ed è questa la cosa che mi fa incazzare : fosse un moto continuo, scemerebbe prima, ne sono certa! Invece no, in questo modo pare non avere fine. Ho la nausea, sento lo stomaco ribollire, la mente corre verso te, verso noi, continuamente. Si chiede insistentemente cosa sia potuto succedere, analizza i fatti dei giorni precedenti all’ultimo incontro, attimo dopo attimo, ipotizza sensazioni, frustrazioni, idee, considerazioni. Poi diventa lucida e immagina che la percezione di vuoto sia solo sua e per niente tua.


 

In tutto il periodo in cui il mio corpo è stato tuo, qualcosa lentamente è cambiato, c’è stato un crescendo di complicità non solo fisica, il piacere d’esser desiderata da te diventava cerebrale, un amico dice che io vivo di “sesso mentale” e dopo molto tempo, finalmente lo stavo ritrovando grazie a te. Tutto questo godimento mi ha fuorviato, ha acceso nella mia testa, probabilmente anche nel mio cuore, l’intenzione di conquistare non esclusivamente l’ardore del tuo corpo. Solo ora mi spiego perché due settimane prima del mio onomastico ho vissuto attimi di panico : gli sms, le condivisioni, le risate aumentavano e se la prima cosa che ho pensato è stata quella di scappare, come mi ero ripromessa all’inizio di questa “relazione”,  successivamente ho sperato di potermi crogiolare in un tuo corteggiamento. Almeno fino a quando, a casa tua, mi sono trovata in una situazione che ho desiderato molto tempo prima d’incontrare te e che tu stavi realizzando. Abbiamo solo sbagliato i tempi. L’avessimo fatto qualche mese prima probabilmente avrei saputo cogliere l’occasione. In quel momento no, perché la mia testa era confusa. E si è annebbiata molto di più quando, appena uscita di scena, hai rifiutato un mio ritorno. Ancora oggi è l’unica cosa che non riesco a spiegarmi. Ed è l’unico motivo per cui credo di aver costruito questo addio silenzioso. Soffro l’abbandono, si, da circa due anni, soprattutto se per una ragione che non capisco. E dunque alzo ufficialmente muri d’indifferenza, quando invece vorrei solo esser coccolata.

 

Certamente accogliermi e rassicurarmi non spetta a te, del resto per me dovevi essere solo lo stallone, ma non è questo che mi manca ora, no, ieri pensavo “mi manca il sesso con lui”, ma non è così, no, per quello, impegnandomi, posso trovare un sostituto o magari due, mi manca invece il tuo sapermi prendere ed il tuo sorriso compiaciuto dopo il sesso, mi manca la soddisfazione che provo quando vedo l’appagamento sul tuo viso. 

Ott 28, 2012 - Emozioni    No Comments

L’uomo di mezzo

Inizio a pensare di essere un uomo di mezzo, quello che serve alle donne per tornare a vivere dopo una delusione d’amore o un brutto capitolo della loro vita.
avete presente il libro di fabio volo, quello con il bicchiere di latte in copertina? nel libro la protagonista incontra un uomo che le permette di risollevarsi, di riscoprirsi femmina e donna, amante focosa e ragazzina innamorata, ma alla fine lei lascia il marito e si fidanza con un uomo diverso dal Risanatore.
Ecco, io mi sento un po’ un risanatore. 
sono l’uomo che recupera le donne sull’orlo di una crisi, o forse anche più in là dell’orlo! 
sono colui che fa riscoprire alle donne la bellezza di essere corteggiate, lusingate, cercate e sorprese. 
senza essere presuntuoso, potrei definirmi il corteggiatore perfetto. 
non sbaglio mai un gesto, una parola, un’attenzione. sono quello che ogni donna ha sempre desiderato, ma si sa, la perfezione inibisce e a lungo andare, stufa! 
dare la possibilità alle donne di ritrovare se stesse è per me piacevole, mi fa sentire vivo, mi coccola il cuore. 
non lo faccio per sentirmi dire grazie, lo faccio perché esaltare le qualità della donna che ho accanto è il mio modo di dire Ti voglio bene.
ci sono cose che le donne non dicono nemmeno ai mariti, invece io le so. semplicemente perché non chiedo, ma metto nella condizione di poter parlare di qualsiasi cosa. 
con me le donne si aprono, tornano a essere fiduciose nel genere maschile e a credere che il sogno del principe azzurro sia realizzabile. 
come narrato dal libro però, le donne non vogliono i perfetti, preferiscono gli imprecisi perché più facili da gestire e fronteggiare.
credo che per una donna sia bello tornare a stupirsi dell’alba e del tramonto, rimanere a bocca aperta per un regalo inaspettato, o semplicemente lasciare che qualcuno si prenda cure dei proprio pensieri con calde parole e dolci mani.
io sono tutto questo! conclusione poco felice compresa! 
l’uomo di mezzo è il passo fondamentale per trovare l’amore! dopo di me, gli altri uomini hanno la strada spianata, trovano una donna che ha già toccato l’apice dei suoi desideri e sa quanto il culmine sia difficile da sostenere. per questo cerca qualcosa che sia meno impegnativo e più lineare. 
gli uomini di mezzo sono una categoria che conta pochi iscritti. non tutti possono entrare, bisogna avere grandi qualità, ma anche tanta capacità di soffrire.
sapete, siamo uomini anche noi.. quando doniamo le nostre attenzioni, non lo facciamo in cambio di una ricompensa o di una retribuzione. doniamo perché abbiamo di fronte una persona che ci interessa e coinvolge. questo implica sentimenti, sensazioni, emozioni, ben difficili da azzerare e far scomparire.

Ago 16, 2012 - blog life, Emozioni, sfoghi    1 Comment

Sortilegio …

 

Non era il momento di trovare qualcuno con cui lasciarmi finalmente davvero andare, o almeno pensavo di non averne bisogno, pensavo potesse bastarmi esser l’amante di qualcuno, senza nessun tipo di impegno, con la libertà che una relazione di quel tipo prevede. Stavolta no, stavolta c’era di più : il poter avere un uomo tutto per me ed esser l’unica per lui.

 

Lui così speciale, così uomo, così semplicemente intenso nel suo dire, fare, baciare. Diamine è davvero strano il fatto che sia stato proprio lui a farmi capire quanto valgo, quanta sia il mio potenziale, a farmi amare il mio corpo come mai prima d’ora. E metterci 36 anni per capire tutto questo, credo possa far ridere, eppure è così. Si è strano perché in tutte le relazioni in cui ho creduto, due per la verità, non c’è stato nulla di tutto questo. Nessuno è riuscito a farmi capire quanto io valessi, a parole ci hanno anche provato, ma non è stata la stessa cosa. Forse non si sono impegnati abbastanza nonostante il lungo periodo accanto a me o magari non ero pronta io. Lui ci ha messo poche notti.

 

Credo sia stata una magia nata e cresciuta in un istante, alimentata da sensazioni, visioni, odori, sorrisi, sguardi, frasi, ed un insieme di percezioni sconosciute, ma così intense da volerne ancora e sempre di più. Fino al successivo incontro quando grazie alla stessa magia sembrava fosse in quel istante l’inizio del mio curriculum sentimentale, si, era come se tutti gli uomini avuti prima di lui non fossero mai esistiti, forse solo perché uomini non sono stati. Lui così diverso, così speciale, così uomo appunto. E il suo bacio, come fosse il mio primo.

 

La voglia di farlo mio è cresciuta costantemente, complici anche le sue fresche telefonate mattutine, i suoi caldi sms notturni, i nostri mugolii seppur a distanza … e quando finalmente mi sono ritrovata fra le sue braccia volevo solo lui facesse tutto ciò che aveva in mente, senza timori, senza remore, senza freni, il mio corpo in regalo alla sua fame di me …

 

Mi sono sentita la donna più potente del mondo ogni volta che i suoi occhi hanno sfiorato le mie curve, ogni volta che la sua bocca appena socchiusa si avvicinava al mio seno e al centro delle mie gambe, l’ho visto così goloso di me, tanto voglioso nel sentirmi ansimare e godere, ed io così pronta ad accogliere sempre ogni suo tocco lieve o più rude, forte, come a voler dire “sei solo mia” … si lo sono, non posso non esserlo. Il mio corpo desidera solo le sue mani, solo la sua bocca.

 

Risvegliarmi poi accanto a lui ancora piena di desiderio mi ha quasi sorpreso, ma nello stesso tempo reso felice perché i suoi occhi e la sua bocca erano ancora pronti a soddisfarmi. Non avrei voluto staccarmi da lui, non in quel momento. Anche perché ancora non sapevo quando l’avrei rivisto.

 

Il costante e ardente bisogno di sentirmi coccolata, viziata e corteggiata senza sosta, non si placa.

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